Conto Termico 3.0: come pagare il fornitore, causale del bonifico e ricevuta di eseguito
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Per ottenere il rimborso del Conto Termico 3.0 il pagamento al fornitore deve rispettare 4 regole precise:
- Bonifico ordinario bancario o postale (mai bonifici "parlanti" per Bonus Casa o Ecobonus)
- Intestato correttamente al fornitore (ditta o artigiano)
- Con una causale specifica, che richiama il D.M. 7 agosto 2025, il numero fattura, la Partita IVA del fornitore e il C.F./Partita IVA del Soggetto Responsabile
- Accompagnato dalla ricevuta di "eseguito", non da un semplice ordine o mandato di pagamento
Sbagliare anche solo uno di questi quattro punti è una delle cause più frequenti di richieste di integrazione documentale da parte del GSE, con conseguente rallentamento della pratica.
Perché il pagamento del Conto Termico crea confusione
Chi accede al Conto Termico 3.0 per la prima volta spesso si trova in difficoltà nel momento di pagare il fornitore per l'acquisto del generatore e per i lavori di installazione. Il motivo è semplice: il Conto Termico non è uno sconto fiscale, ma un vero e proprio rimborso in denaro accreditato direttamente sul conto corrente bancario o postale del Soggetto Responsabile. Per questo motivo, le regole di pagamento sono diverse da quelle a cui siamo abituati con Bonus Casa o Ecobonus.
Che tipo di bonifico devo usare per il Conto Termico 3.0?
Il pagamento deve avvenire con un bonifico ordinario bancario o postale.
Non vanno utilizzati i bonifici "parlanti" pensati per le detrazioni fiscali (Bonus Casa per ristrutturazione o Ecobonus per riqualificazione energetica) — quelli che spesso la propria banca suggerisce di default alla clientela. Quei bonifici servono esclusivamente per gli sconti fiscali in dichiarazione dei redditi: usarli per il Conto Termico è un errore comune, perché il Conto Termico segue una logica di rimborso diretto, non di detrazione.
Come deve essere intestato il bonifico?
Il bonifico deve essere intestato correttamente al fornitore — che si tratti di una ditta o di un artigiano individuale — cioè al soggetto che ha emesso la fattura per il generatore e/o per i lavori di installazione e messa in funzione dell'impianto.
Qual è la causale corretta del bonifico Conto Termico 3.0?
Questo è il punto in cui si concentrano più errori. La causale deve contenere, nell'ordine:
- Il riferimento al D.M. 7 agosto 2025
- Il numero della fattura
- La Partita IVA del fornitore
- Il Codice Fiscale o Partita IVA del Soggetto Responsabile (l'intestatario della pratica)
Esempio di causale corretta:
D.M. 7 agosto 2025 FATTURA N. xx/202x SR XXXYYY99Z991Z999Y P.iva 12345678910 BENEFICIARIO XXXYYY99Z991Z999Y P.iva 12345678910
Schema da compilare:
(riferimento decreto) D.M. 7 agosto 2025 + (riferimento fattura) FATTURA N. xx/202x + (Codice Fiscale Soggetto Responsabile) SR [tuo CF] + (Codice Fiscale/Partita IVA/Identificativo fiscale del beneficiario) BENEFICIARIO [P.IVA fornitore]
Nota: l'opzione "Identificativo fiscale" è riservata ai soli operatori esteri privi di Partita IVA o Codice Fiscale italiani.
Perché serve proprio la ricevuta di "eseguito" (e non altri documenti)
Una volta effettuato il bonifico con la causale corretta, il passaggio successivo — spesso sottovalutato — è allegare alla pratica GSE il documento giusto: la ricevuta di "eseguito".
È il documento che attesta che la banca ha effettivamente eseguito il pagamento al fornitore, non semplicemente che è stato disposto l'ordine. Molti istituti bancari non la rilasciano immediatamente al momento del bonifico, ma solo alcuni giorni dopo: è quindi importante richiederla con anticipo rispetto alla scadenza per la presentazione della pratica.
Attenzione a non confondere la ricevuta di eseguito con:
- Il "mandato al pagamento"
- La ricevuta di disposizione dell'ordine
- Altre diciture che variano da banca a banca
Solo la ricevuta che riporta esplicitamente lo stato "eseguito" è il documento valido da allegare.
Un esempio pratico, passo dopo passo
Immaginiamo che Mario Rossi installi una pompa di calore acquistata dalla ditta Calorexa Srl (nome di fantasia), con fattura n. 45/2026 e Partita IVA 09876543210. Mario è il Soggetto Responsabile della pratica, con codice fiscale RSSMRA80A01H501Z.
Ecco come dovrebbe procedere:
- Verifica con la propria banca che il bonifico da disporre sia un bonifico ordinario, non un bonifico "parlante" per detrazioni fiscali.
- Intestazione del bonifico: Calorexa Srl (il fornitore che ha emesso la fattura, non l'installatore se diverso dal fornitore del generatore).
- Causale da inserire, seguendo esattamente lo schema visto sopra:
D.M. 7 agosto 2025 FATTURA N. 45/2026 SR RSSMRA80A01H501Z P.iva 09876543210 BENEFICIARIO RSSMRA80A01H501Z P.iva 09876543210
- Dopo l'esecuzione del bonifico, Mario contatta la propria banca (tramite home banking o filiale) per richiedere la ricevuta di eseguito, sapendo che potrebbe non essere disponibile immediatamente.
Carica la ricevuta di eseguito nella propria pratica, insieme agli altri documenti richiesti (fattura, documentazione tecnica dell'impianto).
Gli errori più comuni che rallentano la pratica
Oltre alla causale incompleta o al bonifico del tipo sbagliato, tra le cause più frequenti di richiesta di integrazione da parte del GSE ci sono:
- Intestazione del bonifico al soggetto sbagliato — ad esempio a un installatore diverso dal fornitore che ha emesso la fattura, quando invece il pagamento deve andare a chi ha effettivamente fatturato la fornitura o il servizio.
- Numero di fattura riportato in modo errato o incompleto nella causale, che rende difficile per il GSE ricollegare il pagamento alla pratica.
- Omissione del riferimento normativo (D.M. 7 agosto 2025) nella causale, che pure sembra un dettaglio ma è parte integrante dello schema richiesto.
- Allegare la ricevuta d'ordine invece della ricevuta di eseguito, pensando che siano equivalenti: non lo sono, e solo la seconda attesta l'effettivo trasferimento del denaro.
Pagamenti frazionati in più bonifici senza che ciascuno riporti una causale coerente e completa, generando confusione nella verifica documentale.
Quanto tempo impiega il GSE a validare la pratica
Una volta caricata tutta la documentazione corretta — inclusa la ricevuta di eseguito — il GSE procede con i controlli formali sulla pratica. In assenza di richieste di integrazione, il rimborso del Conto Termico viene generalmente erogato entro pochi mesi dalla presentazione, coerentemente con l'obiettivo dello strumento di garantire un accredito rapido rispetto ai tempi tipici delle detrazioni fiscali pluriennali.
Va detto che ogni richiesta di integrazione documentale — spesso originata proprio da errori nella causale del bonifico o nella tipologia di ricevuta allegata — allunga i tempi di erogazione, perché la pratica torna in carico al richiedente prima di poter essere nuovamente valutata. Per questo la cura nella fase di pagamento, per quanto possa sembrare un dettaglio burocratico, incide direttamente sulla velocità con cui si riceve il rimborso.
Domande frequenti
Il Conto Termico è uno sconto fiscale come l'Ecobonus?
No. Il Conto Termico 3.0 è un rimborso in denaro accreditato direttamente sul conto corrente del Soggetto Responsabile, non una detrazione da portare in dichiarazione dei redditi.
Posso usare un bonifico parlante per Bonus Casa o Ecobonus per pagare il Conto Termico?
No. Quel tipo di bonifico è riservato esclusivamente alle pratiche di detrazione fiscale e non è idoneo per il Conto Termico 3.0.
Cosa succede se la causale del bonifico è incompleta o errata?
È una delle cause più comuni di richiesta di integrazione documentale da parte del GSE, con conseguente rallentamento dei tempi di erogazione del rimborso.
Quando devo richiedere la ricevuta di eseguito alla banca?
Il prima possibile dopo aver disposto il bonifico: alcune banche la rilasciano solo dopo alcuni giorni, quindi è bene non aspettare l'ultimo momento utile per la presentazione della pratica.
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